Assemblea dei Soci

L’Assemblea dei Soci della più grande BCC delle Marche e degli Abruzzi

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La Banca del Piceno ha chiuso il bilancio relativo all'esercizio 2020 con un utile netto di 2,4 milioni di euro, approvato dall’Assemblea dei Soci il 2 maggio 2021.

Nel corso del 2020, il profilo di rischio è significativamente migliorato. Il valore NPE al 31 dicembre 2017 era del 24,94%, superiore rispetto alla media del sistema bancario italiano. Nel primo semestre 2020, la Banca del Piceno si attestava con un NPE sul 11,19% a fronte del 11,50% del Gruppo Iccrea, rispetto alla media nazionale di 8,6%. Al termine dell’anno 2020, la Banca del Piceno chiude a 8,67% a fronte del 9,4% della Capogruppo ICCREA, confermando il costante miglioramento e il continuo allineamento dell’ istituto verso la posizione del Gruppo e verso il valore medio di mercato, quest’ultimo ad oggi di poco superiore al 5% circa.

Per il prossimo triennio, tenendo conto dell’impatto delle stime post crisi Covid-19, uno studio realizzato da KPMG prevede 50/100 Mld di nuovi NPL a seguito della crescita dei tassi di default di 100/200 bps, implicando una necessaria prosecuzione del percorso di decrescita anche a fronte di prevedibili fluissi di credito anomalo. A tal proposito, la Banca del Piceno ha già individuato un portafoglio oggetto di “curve out” di UTP per raggiungere gli obiettivi del piano ICCREA, ovvero il 6,5% a fine 2023. Da ultimo e, non meno importante, il Texas ratio da quota 103,96% nel 2017 è diminuito raggiungendo il livello di 24,59% nel 2020, insieme alle coperture NPE che nel medesimo periodo passano dal 47,35% al 56,05%. Il secondo aspetto, l’efficienza operativa in ulteriore recupero e prossima all’obiettivo prefissato dal piano nel 2018 che prevedeva una costante decrescita dei costi operativi complessivi da 26,1 Mln a 24,3 Mln, tra cui il costo del personale che varia da 16,8 Mln a 14 Mln, mentre le commissioni nette da 8,9 Mln del 2017 passano a 11,7 Mln del 2020, registrando in quest’ultimo anno una lieve flessione dovuta principalmente al lockdown imposto dal virus Covid-19 e quindi una naturale contrazione della monetica (transato POS).

Nel corso del 2020 è stato raggiunto anche l'obiettivo di   un progressivo ma costante miglioramento dell’attività commerciale, emerge una qualità e quantità di volumi di Raccolta Diretta in grado di attestarsi a quota 1,58 miliardi di euro, in crescita rispetto a 1,45 miliardi del 2019. Insieme alla Raccolta Indiretta, pari a 263 milioni di euro, (di cui 191 mln Racc. Qualificata registrando quest’ultima una crescita del 16,5% rispetto al 2019 nonostante la elevata volatilità dei mercati generata dalla pandemia) crescono anche gli Impieghi in bonis che dai 595 milioni del 2019 passano ai 609 milioni del 2020.

Particolarmente importante il profilo di liquidità, decisamente migliore rispetto al triennio in corso. Il Loan To Deposit passa da 73,42% del 2017 a 59,50% del 2020 e il Net Stable Funding Ratio (NSFR), che punta a rafforzare la capacità di una banca nel far fronte in maniera positiva a eventi avversi su un più lungo orizzonte temporale varia dall’ 119,65% nel 2018 al 172,20% nel 2020, contenendo quindi l’esposizione della Banca del Piceno ai rischi.

Gli obiettivi quantitativi ROE, TCR, Cost-Income e Texas Ratio sono ambiziosi, ma non sono gli unici: oggi l’attenzione all’impatto sociale, al benessere, alla qualità della vita, all’ambiente, al rispetto delle regole e del buon governo rappresentano asset intangibili più che mai concreti nei benefici che genererebbero per le famiglie, per le imprese e per l’intera società. In particolare, rispetto delle regole e buon governo sono, stante analisi di mercato e studi di settore, fonti di creazione di valore per i Soci.

Inoltre, nel secondo semestre, la Banca istituirà e avvierà un canale diretto con i Soci, sarà un luogo di ascolto e confronto su tutte le migliori proposte con cui migliorare, insieme, la Banca del Piceno.

Nell’ultimo triennio, la Banca del Piceno ha affrontato e superato abilmente diverse pietre miliari del percorso programmato nel piano industriale di riorganizzazione e rilancio. La fusione di due realtà, la migrazione di due sistemi informatici e in particolare un cambio di paradigma legato al nuovo modello organizzativo che ha posto al centro le esigenze del Socio e dei Clienti.

La mutualità per la Banca del Piceno non è una semplice dichiarazione, ma un modo concreto di fare banca. Durante il difficile periodo del 2020, l’istituto è stato vicino ai suoi Soci e ai suoi Clienti sostenendo tra l’altro anche le strutture sanitarie all’inizio della pandemia con un contributo extra di circa 70 mila euro. La Banca si è attivata sin da subito per mettere a disposizione tutte le misure previste a sostegno del difficile momento economico rispondendo a 2.029 richieste di moratoria pari a circa 175 milioni di euro e supportando 1.110 clienti con un ammontare complessivo di 69 milioni di euro all’interno del Decreto Cura Italia.

Nel corso dell’anno 2020, sono stati deliberati contributi per un ammontare di euro 87 mila. La Banca del Piceno svolge il servizio di tesoreria e di cassa per 43 soggetti tra enti e istituzioni, collabora con lo Stato nell'applicazione di normative di rilevante valore sociale come quelle relative all'antiriciclaggio e alla prevenzione del crimine. Inoltre, promuove lo sviluppo sociale e culturale del territorio e delle comunità locali in due modi: sostenendo l'attività delle organizzazioni che svolgono questo ruolo (spesso enti non profit, cooperative sociali, organismi di volontariato, parrocchie...) e realizzando direttamente numerose attività ed iniziative.

L’Auditorium “San Giacomo della Marca” presso la Sede di Acquaviva Picena, la Sala Convegni presso la Filiale di Centobuchi, la Sala Convegni in contrada San Venanzo di Castignano e la ex Sala Assemblee di Montalto, sono messi a disposizione delle comunità ed associazioni. Molto interessanti sono i rapporti di collaborazione  con tutte le amministrazioni comunali e gli enti pubblici presenti nella zona di competenza. Il radicamento della Banca nel territorio è testimoniato, altresì da intensi e proficui rapporti di lavoro praticamente con tutte le associazioni di categoria. In quest’ambito si inserisce l’intensa collaborazione con numerose associazioni antiracket ed antiusura.

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